Era
Vol. 6: A 1421 usque ad 1535
Date
January 15, 1474
Place
Regestum

At the request of Stephen Satarel, the representative of the parish church of Saint George, Zorzi Sagredo, the incumbent podestà of Oprtalj, confirms the ancient boundaries between the tithe pertaining to the treasury of the parish church and that pertaining to the Bishopric of Novigrad, establishing that the tithe on lands situated above the boundary line (from the Carmargnach mill to Solina) belongs to the parish, while the bishop is entitled to the tithe on lands below the said line; the podestà condemns Mochor Turrina, lessee of the episcopal tithe, to restore what he has unlawfully collected and to pay the costs of the judicial process.

Source
The original is lost; the text survives only in an early modern Italian translation of the original Latin and in the following manuscript tradition:
V = Trieste, Archivio Diplomatico di Trieste, ms. 9 G 6/1, fol. 15r-v; 18th-century simple copy of an early modern Italian translation of the original Latin text.
Previous Editions
Giovanni Vesnaver, “Notizie storiche del castello di Portole nell’Istria,” Archeografo Triestino, ser. 2, 10/3–4 (1884): pp. 237-238; partial edition based on a different copy of poorer quality (unknown archival provenance).
FIM Edition
Diplomatic edition based on V.
Transcription

Nel nome di Christo, amen.

L’anno della natività di Questo millesimo quatrocento settanta quattro, nell’indizione VII, il dì sabbato XV del mese di Zenaro.

Presente ser Piero Bogovich, magistro Mixa pellizzaro et Antonio Vavbusich cittadini et habitatori di Portole, tutti aa questo havuti, chiamati specialiter et pregati.

Ivi il spettabile et generoso homo domino Georgio Sagreo per lo illustrissimo ducale Dominio de Venexia et honorando podestà de Portole sedendo al suo solito banco de ragion a hora delle cause con li suoi honorabili giudici, aldida et intesa la richiesta oretenus esposta per ser Steffano Satarel per nome suo et de compagni sindichi della camera di San Zorzi, che Mochor Turrina cittadin di Portole, come conductor della Xma del reverendissimo domino episcopo de Cittanova, pretende et vole scoder certa Xma di certe terre poste nel distretto di Portole in la contrà de Gradina et in altri diversi luoghi in grave danno et pregiudicio de essa camera, percioché detta Xma sempre fu com’e et di ragione aspetta et appartiene alla detta camera di San Zorzi di Portole, perché la Xma del reverendissimo episcopo di Cittanova non si scuode né ha ragion alcuna di scuodere ...b dalla parte inferiore, cominciando dalla strada granda de sotto antiqua delli carri, et si va suxta la detta via dalla parte inferiore verso mezo dì, et la Xma di detta camera di San Zorzi aspetta, partiene et ha ragion ...c la Xma della quale vertisse la diferentia col detto Mochor vuole et intende scuoder, et appresso la detta via dalla parte di sopra, dimandando per definitiva sentenza dover esse dechiarato et prononciato detta Xma spettar et pervenir alla predetta camera, et etiam per dechiaration della verità dimandava detta Steffano, sindico per nome come di sopra, che prefatto messer lo podestà et suoi giudici cavalchare et conferrir si debbano sopra il loco, perché intendeva mostrare et dechiarar li confini della detta Xma ad occhulum, così per territorii come per instromenti; il qual Mochor come condutor, ut supra, respondendo disse la detta Xma aspettar et pertinere al Vescovato di Cittanova, dimandando esser assolto dalla ditta richiesta.

El qual prefatto domino podestà volendo et intendendo ministrar ragion e iustitia a qualunque la dimanda, et che ciaschadauno habbi quello che è suo, et volendo obviare a tali inconvenienti, il dì luni 25 del mese di luio proximo preterito una con ser Christoforo Todesco et ser Zuan Straus sui iudici se conferrirono sopra il loco con detto ser Steffano Satarel, sindico per nome di sopra, ser Greguor Seprich et ser Mochor Gradonich tutti cittadini con più vecchi del castel di Portole et molti altri, absconsi per lo ditto Mochor Turrina tam legitime citado a questo attod, li quali testimonii per loro sagramento dimonstrorono al prefato domino podestà con suoi iudici li confini di detta Xma in questo modo, videlicet:

Incominciando la detta via dalla levada del molin de Carmargnach, andando per detta via per la valle verso il Brech o montee fino a certo sentiero overo via piccola, per la qual si va a Gradaz; et dapoi si va solo per detta via grande de carri, ascendendo il monte ch’è ditto “Breg”; et dal monte descendendo per detta via a certa valletta nella quale fu già il lago notainatof in schiavo “Lachon”g; e detto lago si va per detta via ascendendo sopra certa crosara grande cheh vie; et dalla crosara si va per detta via de carri fine a certo luogho dove si esce; sopra va altra via antiqua de carri, ascendendo il monte il qual è detto et nominato “Monte di Chermagnan”; dalla detta via grande de carri si esce, cominciando verso mezo dì; et si va per un altra via antiqua de carri, per la qual solevano certe famiglie carrezar alle loro corti; et per detta via si va a certa roia nominata in schiavo “Cograd”i, sopra la qual è scolpita una croce dalla parte di sopra verso mezo dì; dalla ditta pierj si ascende il detto monte recto tramitte fino ad un altra pur grande, nella qual è scolpita una croce in certo sasso stantial bianco verso l’occidente; da quella si va recto tramite fino al predetto grumazzo sasseo, et dal detto grumazzo si va a certo sasso negro a lonzi, nel quale è scolpita una croce dalla parte superiore della detta via ...k è scolpita una croce in un sasso stantiale dalla parte superiore della detta via recto tramite; et da quella pierl grande all’in giù recto tramite verso Piemonte; et in mezo della via è scolpita una croce in certo sasso stantiale; et per detta via andando recto tramite a certo saxo fixo, sopra il quale è scolpita una croce; et dal detto sasso se va per detta via pocco lonzi; et ivi si descende per certa corona sopra la via; et si va per detta via sotto certo muro antiquo; et si va per detta via sino alla vigna di Paulo Smerich; et ivi si va a traverso detta vigna recto tramite verso la via per la quale se va al castello di Portole al castel de Piemonte; et ivi apresso detta via è fisso un sasso, sopra il quale è scolpita una croce; e da detto loco si va per la via antiqua fino a San Lunardo; et della chiesa di San Lunardo ...m per detta via si va al castel di Piemonte sino ad un loco nominato in schiavo “Solina”; et ivi si divide il territorio di Portole del territorio di Piemonte.

Li qual testimonii per suo sagramento dissero et affermarono che la Xma delli antedetti confini sopra verso il Carso spettava et pertineva alla predetta camera de San Zorzi, et che la Xma del reverendissimo domino episcopo di Cittanova non ha rason alcuna di scuodere, ecetto che delli detti confini della parte inferiore, et non possa detta via et detti confini, si come delle predette cose è publica voce et fama, et così sempre è stata racolta.

Onde viste, aldide et intese le cose predette, et udite esse parti più et più volte, et tutto quello che hanno voluto dire et allegare, et havuto sopra di ciò matura consideratione, et viste le cose si hauta da vedere, invocato il nome di Christo et della Sua gloriosa vergine madre Maria, dalli quali tutti li iudicii procedono, sedendo al suo solito bancho de ragione con li sopradetti suoi iudici a hora di ragione, sententiando prononciò et dechiarò:

La predetta Xma da detti confini in suso dover spettar con pretension a detto ser Steffano, sindicario nomine della predetta camera di San Zorzi di Portole con li suoi successori, et che il detto Mochor come conduttore, ut supra, et quelli che in lo avenir tenirano detta Xma non habbino alcuna ragion o ation de scuoder, percipere et collegere Xma spetante al prefato reverendissimo domino episcopo, excetto dalli detti confini in giù, videlicet dalla parte inferiore. E condanò esso Mochor a restituir tutta la Xma per lui percetta, se ne ha scosso dalli detti confini in suso, et nelle spese.

Lata, data et pronunciata fo la soprascritta sentenza per lo antedetto domino podestà, et letta et publicata per mi Donado ...n suo cancelliero nel millesimo, indictione ...o et Steffano Satarel sindicario nomine, ut supra, absconso dicto Mochor tamen citato.

Critical apparatus

aex i corr. V.bsic puncta spatii circiter 4 litterarum posuit V.  csic puncta spatii circiter 70 litterarum posuit V.  d) absconsi per lo ditto Mochor Turrina tam legitime citado a questo atto] sic V: pro absconte lo ditto Mochor Turrina tamen legitime citato (primitus latine absente dicto Mochor Turrina tamen legitime citato).eex mole corr. V.  fsic V: pro nominato.  ginter parentheses V.hsic V: pro de.  inisi Lograd.  jex corr. V.ksic puncta spatii circiter 60 litterarum posuit V.lex corr. V.msic puncta spatii circiter 8 litterarum posuit V.nsic puncta spatii circiter 8 litterarum posuit V.osic puncta spatii circiter 50 litterarum posuit V.

Medieval Recollections

Two subsequent documents are preserved regarding the tithes of Oprtalj:

Bishop of Novigrad’s summons regarding the payment of tithes from 1483 – doc. 1483_PD.

The Treaty between the bishop of Novigrad and the Commune of Oprtalj regarding the tithes from 1518 – doc. 1518_PD.

Selected Bibliography
Giovanni Vesnaver, “Notizie storiche del castello di Portole nell’Istria,” Archeografo Triestino, ser. 2, 10/3–4 (1884): pp. 237–243.
Editor's Notes

The tithing rights in Oprtalj became an increasingly hot topic of discussion (and litigation) between the Commune of Oprtalj and the Bishopric of Novigrad in the second half of the 15th century. The hereby edited sentence issued by the incumbent podesta of Oprtalj essentially backed the claims of the Commune, severely limiting the tithing rights of the bishop. That the Bishopric did not take kindly to this verdict is shown by the subsequent surviving documents (see Medieval Recollections above). A document from 1518 (doc. 1518_PD) even shows that the bishop of Novigrad excommunicated the entire Commune of Oprtalj on account of this tithing right, a prerogative that, even though ecclesiastic, was tightly controlled by the secular Venetian authorities. The dispute was apparently settled in 1523 by way of a compromise solution; from the 17th century onward, the sources attest to the bishops of Novigrad leasing the tithe of Oprtalj (on all of this, see Vesnaver, cited above).

How to Cite
First citation: Josip Banić (ed.), Fontes Istrie medievalis, vol. 6: A 1421 usque ad 1535, doc. 1474_PD, fontesistrie.eu/1474_PD (last access: date).
Subsequent citations: FIM, 6: doc. 1474_PD.